Ozzano Emilia

Ozzano Emilia

translation of anonymous statement published in Terra Selvaggia (photos: Corriere di Bologna):

"During the night of July 20-21 at the Faculty of Agriculture farm in Ozzano Emilia (Bologna) we lit up the nights of a cold summer.
Inside thirty chickens were waiting to be killed in the name of science and profit: indeed we found corpses in a freezer inside the structure.
Journalists, spoon fed by the authorities, have written that the chickens burned alive in the fire. Each of these individuals were carried out before the flames destroyed the building. What warms our hearts is the knowledge that the farm was due to open in September but is still closed and will be for a long time. No animal will be locked in there where now debris and desolation dwell.
We claim responsibility for this action; we must attack places of torture and exploitation by whatever means possible. Answer the violence of power with the destruction of places where it is carried out. Each of us can do it, you just need to organize and use all your imagination and determination and not be fooled by the supposed sanctity of physical spaces where torture hides. The walls fall in, the rooves cave in, the fire washes away the suffering inside.
We were reminded during that week that three courageous individuals stood trial for transportation and possession of explosive material, and were suspected of planning an attack on the IBM bio-nanotechnology research center in Zurich. Solidarity and support to them and to all the warriors held hostage by the State.
To all those who still resist and who still attack."

Italian:
"La notte tra il 20 e il 21 luglio lo stabulario della facoltà di Agraria sito ad Ozzano Emilia (BO) accende le notti di una fredda estate. Al suo interno una trentina di polli aspettavano di essere uccisi in nome della scienza e del profitto: abbiamo infatti rinvenuto dei cadaveri nel freezer a pozzetto all’interno della struttura.
I giornalisti hanno scritto imboccati da qualche autorità sono arsi vivi nell’incendio. Ognuno di quegli individui è stato portato fuori da quell’inferno prima che le fiamme ne facessero macerie. Quello che ci riscalda i cuori in questo tiepido novembre è sapere che lo stabulario avrebbe dovuto aprire a settembre ma a tutt’oggi è chiuso e sicuramente lo sarà per molto. Nessun animale verrà rinchiuso lì dove ora albergano detriti e desolazione.
Rivendichiamo la responsabilità di quel gesto e riteniamo necessario attaccare con qualunque mezzo i luoghi di tortura e sfruttamento. Alla violenza del potere rispondiamo con la distruzione dei luoghi dove viene perpetrata. Ognuno di noi può farlo, basta solo organizzarsi e usare tutta la fantasia e la determinazione e non farsi ingannare dalla presunta inviolabilità dei luoghi fisici all’interno dei quali si nasconde la tortura. Le mura cedono, i tetti crollano, il fuoco lava le sofferenze che si sono consumate all’interno.
Ricordiamo che durante quella settimana tre individui non rassegnati subivano un processo per trasporto e detenzione di materiale esplosivo, sospettati di voler colpire il centro di ricerche bio-nanotecnologiche di IBM a Zurigo. A loro tutta la nostra solidarietà e complicità come a tutti i guerrieri in ostaggio dello Stato.
A chi ancora resiste, a chi ancora attacca."